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Estate 2012

Il guardaroba estivo di Ter et Bantine è un dialogo tra contrari: i cardini del discorso sono le forme evocative del maschile e del femminile.
Di nuovo, l’abbandono dei dettagli punta il dito ai temi fondanti della moda, la proporzione, la shilouette, il volume: di centimetro in centimetro gli abiti guadagnano il corpo e lo coprono di significati incisivi ma non minimali.
Il carattere impositivo delle evocazioni di tipo maschile formale scende a compromessi con le necessità fluide del contemporaneo: completi sartoriali davanti si sciolgono sul retro grazie all’uso contrastante di tessuti duri e molli, l’appiombo dei pantaloni è puntualizzato da risvolti alti di cotone scolpito.
L’immaginario femminile è suggerito da forme anni ’50 quasi couture, gli abiti diventano suggestive scocche performanti confezionate al massimo della semplificazione rese grazie a cotoni spessi in mischie non ordinarie, tipo carta, che assicurano rimbalzi organzati.
I tagli, a volte tecnici a volte puramente ornamentali, sono intesi in moltiplicazione per un’estetica che rimanda a biologie frattaline: i cotoni impeccabili li scolpiscono, le viscose o le sete liquide crollano lungo i canali sbiechi che formano.
La palette di colori base è serrata: bianco greige e una selezione di blu e di grigi carichi come eventi atmosferici punteggiati da interventi neri. Certi accoppiati doppia faccia offrono ai contrasti possibilità di affrontarsi in bicromie battenti.
Disegni stilizzati dal gusto tribale, ghirlande schematiche come modelli molecolari sono piazzati ad hoc sul corpo. Un arlecchino di pastelli come un imprevisto oggetto ritrovato impreziosisce la macchina scenica di un dettaglio eccentrico.